• Lun. Giu 21st, 2021

Dien Bien Phu 3 – La recensione

Dien Bien Phu,serie manga scrittae illustrata da Daisuke Nishijima, è arrivata al suo terzo volume in Italia, grazie a Bao Publishing e alla sua collana Aiken che è dedicata ai fumetti giapponesi.

Dove eravamo rimasti? Hikaru, ingannato dal cecchino dei Cani Randagi Insomnia, aveva sparato e ucciso un vietnamita, dando così inizio alla guerra vera e propria. Il terzo volume si apre con l’attacco sferrato da parte dei vietcong contro la base dei Berretti Verdi a Pleime nel 1965, dove viene ucciso con un colpo di fucile uno dei Cani Randagi. La guerra è ormai davvero iniziata.

“Un bravo fotografo può diventare un bravo cecchino.”

Sono le parole pronunciate nuovamente da Insomnia, che racconta di aver sempre sognato di diventare un fotografo.

“I più fuori luogo di tutti in un campo di battaglia sono i fotografi. Invece del fucile tengono una macchina fotografica e al posto del grilletto premono un otturatore.”

Il suo discorso continua e si nota che c’è un interessante parallelismo tra fotografi e cecchini, in quanto entrambi guardano il conflitto attraverso una lente. Inoltre afferma che la guerra non può coinvolgerti se la si osserva come uno spettatore esterno, è davvero così? Durante questa conversazione, viene citato Robert Capa alias Endre Friedmann, uno dei più famosi fotografi di guerra, la sua morte segnò la svolta per il giornalismo di guerra.

Questo terzo volume mostra alcuni scontri importanti tra determinati personaggi:

Tim Lawrence, leader dei Cani Randagi contro Principessa, questo duello era stato preannunciato, dura pochissimo ma lascia il segno. Tim disprezza la figura della donna e la sfida proprio contro la bella guerriera vietnamita assume un significato importante. Inoltre viene mostrato un frammento del passato del capo dei disadattati dell’esercito americano.

Ton, generale del 33° reggimento dell’esercito nord-vietnamita contro il colonnello Jabo, istruttore delle Forze Speciali dell’esercito degli Stati Uniti. È un combattimento violento e surreale che acquista un valore simbolico, in quanto rappresenta lo scontro generale tra le due fazioni.

Daisuke Nishijima continua a raccontare la guerra del Vietnam, concentrandosi su simbolismi e parallelismi molto interessanti. Da notare anche la scelta di utilizzare un colpo di fucile come innesco dell’inizio vero e proprio della guerra da entrambi le parti. Nonostante il suo tratto semplice e i personaggi disegnati in modo carino, riesce a sconvolgere l’animo del lettore tramite scene di morti violente.

Questo terzo volume si concentra sui combattimenti che ho citato prima, ma viene mostrato anche un piccolo salto temporale ambientato nel dicembre 1978. Poi anche se loro due ancora non si conoscono, c’è il nuovo incontro tra Hikaru e Principessa.

Non mancano gli approfondimenti dell’autore tra un capitolo e l’altro, inoltre a fine  volume si può leggere l’extra “Il riposo dei Cani Randagi”, dove i protagonisti sono alcuni membri della squadra di disadattati dei Berretti Verdi.

I disegni presentano come sempre un tratto minimale. Come per gli altri volumi risulta particolare, in quanto l’aspetto bambinesco dei personaggi va in contrasto con le scene di violenza.

Concludendo, Dien Bien Phu continua a raccontare la guerra del Vietnam in modo originale ed interessante. Tramite particolari personaggi e scene surreali, l’autore riesce a far riflettere su uno dei conflitti bellici che ha segnato la Storia mondiale.

Il volume è disponibile dal 27 maggio in fumetteria, online e sullo shop di Bao Publishing.

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