• Dom. Ott 17th, 2021

I Cineconsigli di Octonet Giugno 2021.

Anche questo mese Pietro,Paolo e Foschini vi propongono una selezione di tre film a testa tra “Cult”, “Bello” e “Brutto” per consigliarvi e sconsigliavi alcuni dei film che hanno visto durante questo mese.

CULT

Il Sospetto (2012) Pietro

Il sospetto è un film di Thomas Vinterberg con protagonista Mads Mikkelsen. La trama della pellicola parla di Lucas, un insegnante d’asilo che viene accusato ingiustamente di pedofilia da Klara, la figlia del miglior amico di Lucas. La vicenda porterà ad una catena d’odio che logorerà la vita e l’immagine stessa di Lucas nella sua piccola  comunità. Un’ulteriore critica al mondo borghese dopo il celebre Festen. Vinterberg adatta le tecniche del miglior Hitchcock e, esattamente come in “Intrigo internazionale”, noi siamo consci dell’innocenza del nostro protagonista, mostrandoci il complicato cammino di un uomo che vive una delle peggiori paure di chiunque di noi: essere accusato di un crimine mai commesso. Noi sappiamo perfettamente che Lucas è innocente, conosciamo i motivi per cui è stato accusato, conseguentemente siamo anche in grado di empatizzare con lui nel migliore dei modi. I suoi dolori, le sue perdite, sono tutte vicende che percepiamo direttamente sulla nostra pelle. Il film raggiunge senza ombra di dubbio il suo apice nella scena della chiesa durante il giorno di Natale. Vitenberg concentra la macchina da presa sui volti in primo piano dei suoi personaggi, specialmente su quello di Mikkelsen. L’attore Danese, viene spesso scelto per il suo volto freddo e spigoloso, ma qui si mostra in un’innata fragilità umana in cui ognuno di noi ha l’occasione di rispecchiarsi. Un film assolutamente imperdibile.

Whiplash (2014) Paolo

Film del 2014 di Damien Chazelle  e protagonisti J.K. Simmons e Miles Teller. Il film lo conoscerete già particolarmente tutti, almeno per sentito dire o avendo visto qualche spezzone pubblicato da qualche pagina cinefila di Instagram. Se però ancora non lo avete visto, recuperatelo in fretta: è un film tecnicamente sublime, visivamente piacevole in ogni ripresa e con una trama che non è da meno. L’unico vero punto debole potrebbe essere proprio la trama in quanto un po’ scontata e non troppo appassionante. Ma Chazelle vuole che questo film si ricordi per la tecnica, ed è assolutamente quello che questo lungometraggio fa. Le inquadratura della batteria mentre viene percossa, andando a ritmo col clima del film, è un qualcosa di veramente stupefacente che ti coinvolge e non ti può lasciare indifferente.

Saw – L’enigmista (2004) Foschini


Saw – L’enigmista è un film del 2004 diretto da James Wan. Questo è il film che ha dato vita alla leggendaria saga ed è un cult che non deve mancare in tutte le videoteche dei cinefili. Sono passati ormai 15 anni da quando questa pellicola sconvolse gli spettatori di tutto il Mondo con un budget a dir poco ridicolo, ma con delle idee che avrebbero ispirato il cinema dell’orrore da quel momento in poi. Una sola stanza, due attori, torture filmate in maniera tale da darti la sensazione del dolore sulla tua carne, ma soprattutto delle motivazioni scritte magistralmente dietro ogni scelta. Tutto gira in maniera perfetta, ma è la scrittura la vera protagonista di tutto il film. La filosofia dietro le azioni dell’enigmista, la sua violenza, le sue torture che derivano sempre da un percorso scelto per portare alla purificazione delle sue vittime. E poi il finale, quel finale che ogni volta lascia a bocca aperta, ma che posso dire senza problemi mi abbia segnato e cambiato la vita. Da qui inizia tutto, e da qui posso dire che è iniziata ufficialmente anche la mia vita da cinefilo. Se non lo avete mai guardato recuperatelo, altrimenti godetene e godetene ancora, ogni volta che ne sentite la necessità.

BELLO

Mektoub, my love canto uno (2017) Pietro

Il regista tunisino, naturalizzato francese, Abdellatif Kechiche ha attirato su di sé l’attenzione del pubblico e della critica cinematografica con il bel “La vita di Adele”. Dopo questo grande successo, Kachiche decide di dirigere un film molto personale ovvero: Mektoub,my love. La trama del film è molto semplice, narra la vita del giovane Amil, aspirante sceneggiatore cinematografico che ritorna a Sète dopo un periodo di studi a Parigi. Il film si concentra molto semplicemente su quello che è il percorso di formazione dei suoi personaggi principali, tutti quanti nel periodo dei loro vent’anni. Sono persone le quali, visto la loro giovane età, si ritrovano in un periodo d’insicurezza rispetto a quello che sarà il loro futuro, sia a livello lavorativo che a livello sentimentale. L’estate per questi personaggi rappresenta quindi un periodo di pausa da queste insicurezze, almeno parzialmente, un momento nella vita di questi ragazzi che sostanzialmente coincide con la loro libertà più assoluta anche a livello sessuale. La cinepresa del regista si cimenta spesso in movimenti a mano che li ritraggono perfettamente nei loro momenti di maggior vitalità, quando ballano, quando consumano un rapporto sessuale: spesso l’occhio del regista appare come quello di uno spettatore presente in carne ed ossa, che concentra il suo sguardo sul viso ma anche sulle zone erogene di alcuni dei personaggi rappresentati nel film. Lo spettatore quindi seguirà Amil, ragazzo timido ed introverso, nella sua presa di coscienza sull’importanza della vita e sul viverla il più intensamente possibile senza sprecarla e godendosi appieno ogni momento. Rappresentative sono le scene dell’agnello e dell’ultima sequenza in discoteca.

Gifted (2017) Paolo


Tra le tante pellicole di Capitan America, nel 2017 Chris Evans recita in un piccolo gioiello perduto da molti. Gifted, di Marc Webb è un bellissimo film sul rapporto tra padre e figlia (Mckenna Grace), soprattutto dopo che si è venuto a sapere che la figlia Mary ha un dono eccezionale per la matematica. È un film molto emotivo, che probabilmente non piacerà a tutti, ma si tratta di una storia struggente e che vede i due protagonisti dare il meglio di loro rimanendo nel cuore di chi guarda. Non siamo di fronte ad un film tecnicamente eccezionale, anzi è abbastanza normale da quel punto di vista. Ma la storia qui la fa da padrona e ci riesce assolutamente bene.

Mandibules (2020) Foschini


Mandibules è un film del 2020 diretto da quel genio di Quentin Dupiex (aka Mr. Oizo) e uscito da noi al cinema. La pellicola parla di due amici molto sopra le righe che nel portabagagli di una macchina rubata trovano una mosca gigante che, ovviamente, decidono di addestrare per poterne ricavare del guadagno. Questa è in poche parole la folle trama di questo magnifico film che è riuscito a farmi ridere dall’inizio alla fine. I due protagonisti sono una sorta di scemo e più scemo, un duo demenziale che fa del nosense il loro punto di forza, complici tempi comici perfetti e una scrittura magistrale. I personaggi non sono solo loro due: ci ritroviamo immersi in questa Francia piena di visi disarmonici e menti non brillantissime che renderanno ogni situazione assurda e magnifica. A questo uniamo una regia e una fotografia che rendono il tono ancora più fiabesco, come se la storia fosse sì vissuta sulla Terra, ma in un luogo fuori dal tempo e fuori dallo spazio canonici. Insomma una pellicola che va vista da chi ama il genere demenziale e che potrà solo che essere amata in ogni sua più folle sfumatura.

BRUTTO

The Conjuring 3 (2021) Pietro


Non mi soffermerò particolarmente sul terzo capitolo della serie di pellicole dedicate alle figure di Ed e Loraine Warren. I nostri protagonisti si trovano coinvolti in un caso nel quale un demone si è spostato dal corpo di un bambino chiamato David nel corpo di Arne, il fidanzato di sua sorella. Durante la possessione David ucciderà il suo datore di lavoro e sarà accusato dell’omicidio. Il compito di Ed e Lorraine sarà di dimostrare l’innocenza di Arne. Il film diventa sostanzialmente un mix poco riuscito e piuttosto fastidioso di un film supereroistico, un giallo e una commedia romantica banale e smielata. In tutto il corso del film ci troveremo di fronte ad una serie di stereotipi piuttosto invadenti e ripetitivi, dalla relazione tra Ed e Loraine ricolma di cliché, all’uso quasi ridicolo dei poteri sensitivi di Loraine che la trasformano nella versione tarocca di un supereroe dell’MCU. Il film è inoltre un horror che non fa neanche paura.

Sorry we missed you (2019) Paolo


Uscito nel 2019 diretto da Ken Loach, questo film vuole essere una denuncia verso i servizi di trasporto pacchi che sfruttano i loro autisti senza limiti. Kris Hitchen è questo autista, padre di due figli e sposato con la moglie (Debbie Honeywood) anch’essa lavoratrice sfruttata ma da un altro mondo. Il film in sè non è brutto anzi, ma arrivato alla prima mezz’ora capisci già come andrà a finire e non puoi che sperare che la restante ora abbondante si concluda in fretta. Non si può approvare un film solo per la tematica e il messaggio che lascia, deve anche essere presentato sotto una forma convincente e che sappia intrattenere: qui dopo poco meno di metà, non si vede l’ora che finisca. Il film è lento, arricchito da una buona parte di scene inserite male che mai coinvolgono lo spettatore e mai si riesce ad empatizzare con i personaggi.

Spiral – L’eredità di Saw (2021) Foschini


Spiral – L’eredità di Saw è un film del 2021 diretto da Darren Lynn Bousman e uscito direttamente in sala in Italia. Siamo arrivati ormai al nono film tirato fuori da questo fortunatissimo franchising che aveva visto nell’ottavo una, seppur modesta, rinascita con una pellicola che risultava la migliore solo dopo la prima immortale trilogia. Quel barlume di luce e una presentazione in pompa magna di questo capitolo, che doveva essere la rinascita in chiave thriller/poliziesco ma senza abbandonare lo splatter, mi aveva fatto entrare al cinema con un po’ di hype che è stato disintegrato dopo i primi dieci minuti. Ci troviamo di fronte a qualcosa di informe che non riesce ad essere decente in nessuna delle sue sfaccettature. Un thriller banale che lascia capire il suo finale immediatamente, togliendo così ogni tipo di tensione e desiderio di continuare a guardarlo. Uno splatter patinato e incapace di mostrare la minima scena di violenza, con il sangue che viene usato con il contagocce e la telecamera che quando deve restare ferma a farci osservare l’orrore inizia a muoversi in maniera incontrollata. Inoltre questo film risulta anche una inutile commedia anni ’90, e sì, stiamo ancora parlando di Saw. Chris Rock riesce a sbagliare ogni battuta con una comicità vecchia da poliziesco brutto dei tempi andati, in un contesto che di tutto aveva bisogno tranne che della sua misoginia e, mi dispiace dirlo, anche Samuel Jackson in questo film è solo una parodia di se stesso. Insomma una pellicola che dà il colpo finale ad un franchising che tra alti e bassi forse si sta trascinando da troppo tempo, anche se un finale apertissimo ci lascia presagire che la tortura (per noi) non è finita.

Pietro

Amante dei supereroi sin da bambino vi esporrà le sue opinioni su fumetti e cinema con tutta la sua passsione.

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