• Dom. Set 26th, 2021

Foschini&Cinema

Fear Street: trilogia (2021)
Fear Street è una trilogia di film (1994, 1978, 1666) usciti su Netflix nel 2021 e diretti da Leigh Janiak. Le tre pellicole sono collegate tra loro e parlano di una maledizione che ha colpito la cittadina di Shadyside, che trova la sua origine nel lontano 1666 per poi protrarsi fino al 1994.

Ci troviamo di fronte ai soliti film tanto amati da Netflix che vengono distribuiti in maniera capillare e maniacale dalla stessa piattaforma. Film per teenager pieni di cliché tanto evidenti da essere ridicoli, che cambiano genere in base alla storia e qui ovviamente si parla di horror.

Nelle varie avventure dei nostri eroi (nemmeno a specificarlo, adolescenti), in ogni epoca, ci troviamo di fronte ad ogni stereotipo possibile del mondo del cinema dell’orrore, che non è sempre un difetto, ma che in questo caso tutto porta ad un concentrato di noia e desiderio di vedere altro. È stato davvero molto difficile per me arrivare fino alla fine dell’ultima pellicola.

Vorrei concentrarmi un attimo su questa: 1666, che prova ad essere un folk horror nella parte iniziale, qualcosa che prenda spunto da The VVitch: il risultato è uno Scream fatto male misto ad American Pie ambientato in una epoca differente. I ragazzi protagonisti si comportano esattamente come avrebbero fatto negli anni ’90, nonostante i costumi e le ambientazioni, lasciandoci interdetti su tutto quello che stiamo vedendo. Concludo con la colonna sonora di cui tanto si è vantato Netflix, un’accozzaglia dei maggiori successi grunge (1994) e new wave (1978), utile solo come pubblicità e che poco c’entra con ciò che stiamo vedendo. Poco sangue, poco orrore, tanta noia.

A Classic Horror Story (2021)
A Classic Horror Story è una pellicola del 2021 distribuita da Netflix e diretta da Roberto De Feo e Paolo Strippoli. La pellicola parla di cinque ragazzi che utilizzando una app per viaggiare si ritrovano insieme a scendere verso la Calabria.

Un incidente stradale dovuto all’alcool ferma il loro viaggio e li catapulterà in un bosco pieno di orrori e fenomeni apparentemente sovrannaturali. Mi fermo qui con la trama perché ci ritroveremo di fronte a tantissimi colpi di scena più o meno aspettati, ma che sono il cuore pulsante della sceneggiatura.

Io non so se questo sarà l’inizio di una nuova wave dell’horror italiano, ma sicuramente siamo di fronte ad un prodotto di livello altissimo in ogni suo aspetto: La fotografia, la regia, la recitazione, le musiche, la scenografia, i costumi, tutto ha un sapore professionale ed internazionale; tutto è curato nel dettaglio lasciando comunque in primo piano il suo essere italiano. Il folklore, le terre, i dialetti sono i nostri e vengono sfruttati in maniera magistrale e gettati in una produzione finalmente al passo con i tempi e maniacale.

Qui i cliché sono contemporanei e vicini alle pellicole horror che stanno segnando i nostri tempi (Midsommar su tutti), ma soprattutto sono parte della sceneggiatura e contestualizzati in quello che si svelerà essere il filo portante di tutta la storia, un messaggio sociale molto forte. Insomma un esercizio di stile e di scrittura che lascia ben sperare per il futuro e che spero possa rilanciare il nostro cinema di genere in tutta la sua bellezza. Horror is back to Rome.

Godzilla VS Kong (2021)
Godzilla VS Kong è un film del 2021 diretto da Adam Wingard, uscito prima sulle piattaforme digitali e poi – per fortuna – nelle sale.

La trama è semplice e non è fondamentale in un film del genere: i cattivoni vogliono impadronirsi dell’energia che dà forza ai mostroni che vivono al centro della Terra e per farlo utilizzano Kong. Durante il viaggio, però, Godzilla, nel nome di vecchie rivalità, arriverà per lottare contro lo scimmione. Mi ritengo fortunato nell’aver scelto di non guardare questo film quando è uscito sulle piattaforme digitali, ma di aver aspettato e sperato fino alla sua distribuzione nelle sale.

Godzilla VS Kong è una esperienza che va vissuta sul grande schermo per poter ammirare tutto ciò che noi poveri nerd desideriamo, mostri enormi che “se le danno di santa ragione”. E allora ogni buco di trama, recitazione non eccelsa, dialogo scritto male, diventa secondario mentre si ammira la CGI in tutta la sua bellezza utilizzata per ricreare ciò che abbiamo sempre desiderato. Gli scontri sono ben girati e ben orchestrati; il tutto è strutturato per far salire l’adrenalina dello spettatore, fino all’incredibile scontro finale contro il vero cattivo della storia.

In conclusione, ci ritroviamo davanti ad un film fatto per intrattenere e che lo fa benissimo, un film da guardare con lo schermo più grande di cui disponete nelle vostre regioni, un film con un messaggio sempre giusto trasmesso in maniera dignitosa, ma che ha nei due protagonisti il vero punto di forza.

Francesco Foschini

Amante di cinema sin dalla prima adolescenza cerco sempre film che mi diano emozioni forti e mi facciano sentire vivo. Canto anche nella band posthardcore I MAIALI.

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