• Dom. Set 26th, 2021

Dien Bien Phu 4 – La recensione

La pubblicazione italiana di Dien Bien Phu, scritta e disegnata da Daisuke Nishijima, giunge al quarto volume grazie a Bao Publishing.

Cosa era successo alla fine del terzo volume? Il primo scontro tra l’esercito nord-vietnamita e quello americano si era concluso con la morte del generale Ton e quindi con la vittoria degli Stati Uniti. Il quarto volume si ambienta inizialmente a Saigon, otto mesi dopo la battaglia di Drang. Hikaru è in Rest & Recreation, cioè ha un permesso di una settimana lontano dalle trincee. Il 17 luglio 1966 la guerra riprende e un nuovo conflitto è all’orizzonte: da un lato i nord-vietnamiti, che cercano vendetta per la morte del generale Ton, e dall’altro i Montagnard Fifty.

L’autore, sempre molto informato sui vari avvenimenti storici e su alcune curiosità, continua in modo dettagliato a narrare la guerra del Vietnam, attraverso nuovi e vecchi personaggi, e tramite avvenimenti presenti e flashback.  

Per presentare alcuni personaggi e chiarire determinate situazioni, in questo volume Daisuke Nishijima spiega la presenza di varie etnie in Vietnam. Infatti si contano cinquantaquattro popolazioni diverse, la cui maggioranza è rappresentata dai kinh(i viet). L’esistenza di tutte queste etnie portava in quegli anni a vari conflitti interni.

Quindi i Montagnard Fifty, la nuova unità speciale dei berretti verdi, addestrata dal colonnello Jabo in sostituzione ai cani randagi, rappresentano una minoranza. Infatti questo nuovo gruppo di guerrieri appartengono all’etnia cham, ma essendosi alleati con gli americani, vengono visti come traditori dai vietnamiti.

Ad un certo punto, Hikaru chiede: “Esistono modi di uccidere che non siano barbari?”

La guerra porta morte, e quale uccisione avviene in modo non brutale?

Dien Bien Phu continua a mostrare le conseguenze della guerra: povertà, violenza e sofferenza. L’autore, attraverso strategie di sopravvivenza e i vari personaggi, racconta che l’obiettivo di tutti è quello di resistere fino alla fine della guerra. Si sofferma poi sull’effetto della vendetta e sul significato di disperazione per alcuni personaggi.

Si nota che Hikaru, il protagonista, passa molte volte in secondo piano. Ma questo non è di certo un male, anzi, ogni personaggio ha il suo spazio nella storia. Sicuramente non passa inosservato il fatto che il giovane reporter sia felice che la guerra sia ricominciata, sembra strano e insensibile, ma per lui significa rincontrare Principessa. Anche se i due ancora non si conoscono

L’autore ha abituato il lettore a combattimenti surreali, ma a volte risultano davvero esagerati e questo spezza un po’ la realtà dei fatti, personalmente lo vedo come un difetto della narrazione. Inoltre in alcuni volumi, tra cui proprio il quarto, certi scontri che si prospettano interessanti, o non vengono mostrati o durano poche vignette, e ciò delude un po’ le aspettative.

I disegni sono come sempre semplici, ma particolari per la scelta di rappresentare tutti i personaggi con un aspetto bambinesco.

In conclusione, forse questo quarto volume risulta un po’ sottotono rispetto ai precedenti sia per la narrazione che per alcuni scontri troppo inverosimili. La storia però, continua ad essere interessante, in più il finale desta curiosità per la comparsa di una vecchia conoscenza, per la presentazione di tre nuove guerriere(gli astragali neri) e per lo scontro imminente tra due personaggi. Poi ovviamente si attende il momento in cui loro due finalmente si conoscano

Il volume è disponibile in fumetteria, libreria, online e sullo shop della casa editrice milanese.

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