• Dom. Set 26th, 2021

Foschini, Paolo e Pietro tornano anche questo mese segnalandovi tre titoli da loro visti durante il mese di Luglio 2021.

CULT:

Senso (1954) Luchino Visconti: Pietro

Venezia, alla vigilia della terza guerra d’indipendenza italiana nasce una relazione extraconiugale tra Livia, una nobildonna italiana nonché patriota e sostenitrice dell’indipendenza della propria nazione, e Franz Mahler un generale austriaco. Tratta da una novella di Camillo Boito, “Senso” è un film fondamentale per il suo regista, Luchino Visconti, ma soprattutto per il corso del cinema italiano stesso. Sin dal 1943, per mano dello stesso Visconti, il cinema italiano aveva vissuto un lungo periodo di fervore artistico grazie al Neorealismo. Senso è però la pellicola che pone definitivamente fine a questa corrente in Italia, costituendo anche l’inizio di un nuovo cinema italiano. Sono moltissimi gli elementi che portano questo film a distaccarsi dai canoni del Neorealismo. In primis basti vedere l’uso dei colori, i quali creano sin da subito un netto distacco rispetto al bianco nero sempre usato nel cinema italiano della decade precedente. Il posizionamento della macchina da presa, non più ad altezza uomo ma che varia anche con prospettive dall’alto o dal basso. Ultimo ma non per importanza  “Senso” non è un film d’attualità ma di tipo storico poiché ambientato nel tardo ottocento. Visconti dirige sapientemente un film che lascia trasparire da ogni sua inquadratura un dramma amoroso degno delle opere visibili al teatro, che non a caso è mostrata a inizio film, mostrando inoltre una verità molto scomoda, ovvero quella del fallimento delle truppe italiane nel liberarsi per mano proprio dall’occupazione straniera, creando anche una voluta somiglianza con l’occupazione da parte delle truppe naziste che il nostro paese subì anni dopo la sua unione territoriale, appena superata all’uscita di questo film. Senso è uno di quei film che vanno necessariamente visti almeno una volta nella vita, uno dei tasselli più importanti del nostro cinema.

Non è un paese per vecchi (2009) Fratelli Coen: Paolo

Non è un paese per vecchi è un film del 2009 di Joel ed Ethan Coen. Siamo di fronte ad un western moderno. Stesse dinamiche, ovviamente rapportate a quasi un secolo dopo della solita collocazione temporale dei vecchi western.
Josh Brolin dovrà fare i conti in un paese selvaggio e violento qual è il Texas qui presentato negli anni ’80. Il film è crudo, spietato ma con un messaggio sotto che possiamo considerare anche positivo.
Javier Bardem è un “cattivo” molto iconico, non puoi tifare per lui mai e neanche comprenderlo, nonostante sia il risultato di un paese che come già detto, non risparmia nessuno. Eccezionali anche i personaggi di Tommy Lee Jones e Woody Harrelson.

Qualcuno volò sul nido del cuculo (1975) Milos Forman: Foschini

P4847-0140, 4/1/08, 2:17 PM, 16G, 5536×7856 (344+80), 100%, Custom, 1/80 s, R42.7, G27.0, B52.0


Qualcuno volò sul nido del cuculo è un film del 1975 diretto da Milos Forman. Qui stiamo parlando della storia del cinema e di una della prime consacrazioni di quel mostro sacro della recitazione che è Jack Nicholson. Questa pellicola parla di malattia mentale e di come venivano maltrattati i pazienti degli istituti psichiatrici americani, e lo fa in maniera perfetta. Il film gira tutto intorno alla figura di Jack Nicholson che viene rinchiuso perché ribelle, perché violento, perché anarchico, ma che grazie al suo carisma e alle sue capacità comunicative riesce a far ribellare gli altri pazienti. Dialoghi da brividi ed emozioni che vi strapperanno più di qualche lacrima, sono la base di questo gioiello di rabbia sociale, denuncia e voglia ribellione. Gli Stati Uniti d’America avevano da poco visto sfumare i sogni, portati avanti dagli hippie e tutti i movimenti giovanili, di un mondo migliore e la rabbia stava diventando l’unica valvola di sfogo alla voglia di cambiamento. In questo contesto il film si inserisce in maniera perfetta, portando avanti i pensieri dei giovani americani stanchi di dover sottostare a regole e imposizioni a livello comportamentale, imposte da una generazione che nonostante tutto stava tramontando. Insomma un cult che dovete assolutamente recuperare o riguardare, uno di quei diamanti che rimarrà per sempre incastonato nel firmamento del grande cinema.

MEGLIO

The Neon Demon (2016) Nicholas Winding Refn: Pietro

Jesse è una giovane ragazza della Georgia trasferitasi a Los Angeles per intraprendere la carriera di modella. La ragazza è infatti estremamente bella, attira a sé tutte le attenzioni dei massimi esponenti della moda losangelina. Da qui inizieranno una serie di vicende che saranno in grado di mostrarci il funzionamento dello star sistem e del ruolo della bellezza nella nostra società. The Neon Demon racconta senza peli sulla lingua una verità assoluta per quel che riguarda l’essere umano: Non importa come l’uomo è sempre e comunque attratto da ciò che è bello. Prima ancora del bene e del male arriva l’impatto estetico che una persona esercita su di un’altra. La bellezza completamente naturale di Jesse, una splendida Elle Fanning, ci mostra anche come questo mezzo per quanto affascinante possa essere, risulti un mezzo di manipolazione fortissima della volontà altrui. Refn in questo film mette in gioco la messa in scena più prettamente estetica della sua carriera insieme a quella di “Bronson”. La fotografia caratterizzata da un uso massiccio di luci a Neon, le inquadrature con geometrie estremamente regolari e l’uso stesso della musica rendono l’idea di un’ambiente estremamente fittizio, quasi favolistico, che nasconde dietro la sua bellezza apparente un’essenza sporca. Quest’ultima è anche la mia chiave di lettura per tutto quello che riguarda questo film. Preciso alla fine non essere un film per tutti, risultando spesso come una pellicola piuttosto divisoria a livello d’opinioni anche nei critici più affermati. Non vi resta che farvi una vostra personale opinione.

Chaos Walking (2021) Doug Liman: Paolo

Film fresco di uscita, disponibile su Amazon Prime Video del 2021 con Tom Holland e Daisy Ridley. Quello di Doug Liman è un film di fantascienza tratto da una trilogia di libri. Nel pianeta colonizzato dove abita Tom Holland, sono sopravvissuti solo gli uomini e tutti posso sentire i pensieri degli altri. Una navetta di esplorazione dallo spazio si schianta vicino al paese di Tom Holland e l’unica superstite è Daisy Ridley la cui mente non si può leggere. Da qui partirà una caccia per la ragazza e Holland che deciderà di aiutarla. Il film è molto semplice e lineare, questo è vero: ma intrattiene davvero bene, Daisy Ridley poi è davvero brava e si è scrollata dalle spalle le vesti di Rey Skywalker molto bene ed è quasi irriconoscibile. Tom Holland sa essere molto espressivo e il villain: Mads Mikkelsen seppur villain molto poco esplorato, riesce a farsi ricordare positivamente. L’unica pecca di questo film è il voler chiudere tutto in fretta, dato un minutaggio sotto le due ore si potevano spendere 15 minuti per approfondire il ruolo di Mikkelsen e il rapporto tra i due ragazzi (Holland e Ridley).

Animales Humanos (2020) Lex Ortega: Foschini


Animales Humanos è un film del 2020 diretto da Lex Ortega e presente sul catalogo di Amazon Prime Video. Il film è ambientato in un quartiere borghese del Messico dove due famiglie si troveranno in contrasto dopo che il cane di una delle due, fermamente vegani, morde la figlia degli altri. Questo evento porterà ad una rapida escalation di eventi sempre più violenti e sanguinosi. Questa pellicola riesce a partire lentamente, mostrandoci l’ipocrisia insita nell’animo umano, fatta di saluti di cortesia e inviti a cene, per poi scendere giù rapida fino agli antri più nascosti e perversi. Gli animali e i bambini, fatti di animo puro ma anche di istinto, sono gli unici che ne escono puliti da quest’ora e mezza di trattato sulla follia umana. Il bello che circonda le nostre vite diventa motivo di paranoie, possessività e ira mostrando la vera natura che si nasconde dietro anche a delle scelte che sembrano giuste e sensate. Interpretazioni magnifiche e una regia che mostra il suo lato da B-Movie nelle scene d’azione, rimanendo coerente e puntuale. Esse sono la ciliegina sulla torta magnifica che è la sceneggiatura tutta. Un film che consiglio, un film che fa riflettere, ma anche un film che farà godere chi cerca la violenza ed il sangue.

PEGGIO

Un Weekend da bamboccioni (2010) Dennis Dugan: Pietro

Scritto prodotto e interpretato da Adam Sandler, Grown Ups, il titolo in inglese, è un film che parla di 4 uomini adulti con impiego e famiglia che si riuniscono dopo trent’anni per la morte del coach di basket che li ha cresciuti. L’evento diverrà la riunione necessaria al gruppo per riscoprire valori passati e crescere come persone. Banale è il primo aggettivo che mi verrebbe da dire per descrivere il film in tutta la sua essenza. La pellicola vorrebbe descrivere la piaga sociale del maschio medio americano non in grado da separarsi dai ricordi della sua adolescenza e nel intraprendere un percorso di maturazione definitivo. Quello che ne esce fuori è un film debole, buonista, eccessivamente vicino alle famiglie e che trasforma un’idea tutto sommato interessante in un fallimento su tutta la linea. Peccato per Sandler attore decisamente sprecato.

C’era una volta a Los Angeles (2017) Mark Cullen: Paolo

Film del 2017 con Bruce Willis come protagonista e circondato da attori come Jason Momoa, John Goodman, Famke Janssen e Thomas Middleditch. Diretto da Mark Cullen questa commedia Americana è davvero confusa e senza alcun lascito. I personaggi sono scritti molto semplicemente, banali e pieni di cliché. La trama è imbarazzante e verso il finale non intrattiene nemmeno più. Interessante ancora ancora per i primi minuti dove la trama sembra ancora avere uno studio dietro per creare almeno qualcosa di solido per poi far solamente ridere. Ma nell’ultima mezz’ora nemmeno le risate (davvero poche) sanno intrattenere.

La Notte del Giudizio per Sempre (2021) Everaldo Gout: Foschini


La Notte del Giudizio per Sempre è un film del 2021 diretto da Everaldo Gout e uscito direttamente in sala. Siamo ormai arrivati al quinto capitolo di questa fortunata saga e stavolta ci troviamo in compagnia di una ricca famiglia di proprietari terrieri e dei loro dipendenti messicani. Le dodici ore di sfogo passano indenni per tutti i protagonisti, ma è alla fine di queste che comincia la vera storia. Alcuni ribelli decidono che la notte del giudizio non deve finire e quindi continuano con omicidi e distruzione, portando le persone non violente a scappare verso Canada e Messico. Quella che vuole essere una denuncia alla società americana, quella bianca e nazionalista di Trump, viene messa in scena in maniera totalmente ridicola portando a pensare che si tratti di una parodia. Personaggi che cambiano personalità ed opinione in pochi secondi, dialoghi terribili e una messa in scena degna di Bud Spencer e Terence Hill (qui completamente fuori contesto), sono solo alcuni dei punti deboli di questa pellicola terribile. L’horror scompare del tutto dietro una volontà di fare un film prettamente sociale, che quindi dovrebbe avere in una sceneggiatura solida e di impatto il suo cuore, ma che invece non riesce mai a centrare il punto. Un enorme buco nell’acqua di questo franchise che ormai sembra non aver nulla dire e che serve solo a creare prodotti mediocri, se non orribili, per far entrare qualche soldo nelle tasche dei produttori.

Pietro

Amante dei supereroi sin da bambino vi esporrà le sue opinioni su fumetti e cinema con tutta la sua passsione.

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